Un’artista poliglotta, eclettica, schiva, che non ama mettersi in mostra, a differenza di molti suoi “colleghi”. Liv Odin preferisce presentare i suoi lavori agli angoli delle piazze, nei parchi e nei campeggi tranquilli del nord e centro Europa, presso piccole associazioni, teatrini e locali alternativi, ma non pretenziosi. In alcune poesie e nell’intera opera “Anima di plastica”adotta uno stile privo di punteggiatura che fa sorgere spontaneo l’accostamento all’ultimo capitolo dell’Ulisse di Joyce, la cui influenza è però maggiormente evidente in alcune delle sue prose. Inevitabile, anche per l’assenza di termini roboanti, il paragone con Tadeusz Różewicz, il poeta polacco tanto amato dall’artista. Dopo la tragedia nazista che sconvolse l’Europa, Różewicz affermò la necessità di reinventare la poesia e di attribuire un nuovo significato alle parole, riappropriandosi dell’uso di un linguaggio più semplice, caratteristiche che si trovano nei lavori di questa poetessa dotata della non comune capacità di esprimere con termini non eccessivamente ricercati anche concetti molto complicati ed esperienze non comuni. I suoi versi risultano raffinati anche quando si esprime in un linguaggio forte, come in “Ma-Tuma” o “Questa casa”. Vi sono talvolta citazioni e riferimenti letterari o storici di cui tuttavia l’artista non abusa affatto. Elementi che hanno sempre una loro ben precisa e giustificata ragione per trovarsi esattamente dove sono collocati, senza mai essere pretestuosi, bensì spontanei, necessari, vitali all’esistenza stessa della poesia di cui fanno parte e che non sono mai mero e sterile sfoggio di cultura come purtroppo accade spesso in altri poeti contemporanei.
Nelle sue opere, immagini delicate si alternano ad altre fortissime, talvolta violente, spesso in aperta polemica con la mentalità corrente, con il potere, con le istituzioni. Una vera rivoluzionaria dell’arte e della poesia, che non ha mai fatto nulla per farsi conoscere ed apprezzare, un’artista che scrive e dipinge per lo più per sè stessa e per poche persone intime e che viene spesso scoperta casualmente. Chi si imbatte nelle sue opere ne riconosce immediatamente il valore artistico e si meraviglia di non trovare il suo nome tra quelli dei maggiori artisti di fama internazionale. Si ha l’impressione, del resto, che il successo spaventi questa poetessa pittrice che rifugge spesso le occasioni mondane alle quali ogni tanto si trova a partecipare e dove raccoglie complimenti e apprezzamento di cui sembra sempre meravigliarsi un poco, quasi inconsapevole del suo innato talento. Non è, tuttavia, un’artista facile. Anche nei lavori più intimisti e pacati, traspare sempre una certa forza, si avverte un continuo, profondo e totale coinvolgimento. I temi che tratta hanno in più di un’occasione suscitato reazioni e polemiche. La difesa dei diritti umani ed animali, gli attacchi ai pregiudizi, all’ottusità, alla psichiatria, all’ingiustizia, agli abusi di vario genere, ai falsi perbenismi, all’ipocrisia, al conformismo, fanno di lei un’artista scomoda. Non a caso, proprio mentre si accingeva a pubblicare una sua raccolta di poesie a tema, una casa editrice le propose di escluderne un paio o di cambiarne il significato, per compiacere alcune persone di potere che le avrebbero così assicurato gloria e onori. La poetessa rifiutò la richiesta. “L’integrità è importante. Un artista non può rinunciare ad esprimersi liberamente, altrimenti cessa di essere un artista per diventare un mercante. Piuttosto che strisciare e sottomettersi alla protervia del potere, meglio smettere, tacere. Meglio ancora, comunque, lottare per la libertà, almeno per la libertà di parola, di espressione”. La scrittrice-pittrice sostiene anche che “...tutto ciò che è prodotto creativo andrebbe semplicemente captato, sentito e respirato. Nella poesia, così come nella pittura, nella scultura, nella musica e in qualunque altra forma di arte, i sentimenti espressi dall’artista non andrebbero mai spiegati”.
Lo stile vario, poliedrico e sempre personalissimo di questa artista, suscitano sensazioni precise anche quando i versi possono apparire a prima vista oscuri, ermetici, misteriosi o quando non si abbia una completa conoscenza di luoghi ed eventi da lei citati. Basta leggere una qualunque delle sue poesie per sentir nascere immediato ed impellente il desiderio di continuare la lettura e di approfondire la conoscenza delle opere di questa preziosa artista di nicchia.
....................................................................................................................................David Veiss
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