Sempre soli di Shabbat

Il primo romanzo in italiano della creatrice de I Rotolini .e Poesie arrotolate

.Liv C. d ODIN o (Liv Odin)
.SEMPRE SOLI DI SHABBAT (versione italiana di LONELY SHABBAT- Il romanzo in italiano è una delle rare opere che l'artista ha firmato con il nome italiano "dODINo".
.pagine:146
.eidonEdizioni
.collana: ORIZZONTALI
 
.ISBN 978-88-95677-21-7

 

 

Recensione a cura di M.P.

Il razzismo ebraico, soprattutto ortodosso, colpisce gli stessi ebrei che hanno il solo torto di non essere in possesso di un pedigree.

Un romanzo basato sulle storie reali di persone che hanno subìto sulla loro pelle la discriminazione perpetrata nei loro confronti dal loro stesso popolo, il popolo ebraico, quel popolo che più di ogni altro ripete: “...Per non dimenticare!” e che invece sembra avere dimenticato cosa significhi subire l’emarginazione, l’esclusione, il razzismo.

Molti ebrei le cui famiglie sono di origine est europea, con complicate e problematiche storie alle spalle, dovute per lo più all’occupazione nazista o alla dittatura sovietica, non hanno prove del loro status di ebrei e a tutt’oggi sono rifiutati dalle comunità ebraiche tradizionali. Alcuni di questi, che vivono in nazioni diverse, ma soprattutto in Scandinavia, vengono in contatto tra loro quasi per caso e decidono di riunirsi per vivere tranquillamente la loro identità ebraica al di fuori delle comunità ufficiali, soprattutto da quelle ortodosse, lontano da quella mentalità ristretta. Qualcuno si trasferisce per essere più vicino agli altri e decide di rinunciare all’affannosa e spesso costosa ed inutile ricerca delle testimonianze delle proprie origini da presentare al Bet Din, il severissimo tribunale rabbinico. Nessuno ora è più solo a celebrare lo Shabbat (il Sabato ebraico), nè le altre festività tradizionali. La vita di gruppo, tuttavia, ben lungi dal portare ad un’ovvia conclusione, causa drastici cambiamenti in qualcuno, mentre per altri è l’inizio di un percorso di sempre maggior apertura, fino al distacco da valori scontati ed obsoleti che condurrà ad un vero rinnovamento spirituale. Tragedie dovute all’antisemitismo di tempi passati ed altre dovute al razzismo degli ebrei odierni si alternano a felici momenti vissuti in amicizia e solidarietà. Un viaggio in Israele compiuto insieme per visitare la “terra dei padri” porta uno del gruppo ad accettare un assurdo e lungo percorso di “conversione” religiosa presso una comunità ebraica ortodossa, per poter diventare – incredibilmente!- quello che in realtà egli è già e sa di essere: ebreo. La più anziana, appena rientrata dal viaggio in Israele, lontana dal gruppo di amici che l’hanno accolta, ad un tratto sente estranea la sua casa e torna ad essere vittima della disperazione causatale dal rifiuto e dalla discriminazione delle comunità ebraiche che non l’hanno mai accettata tra loro. “...altri fratelli e sorelle sono qui e in altri paesi, ma…molti di loro non mi accoglieranno mai… ovunque, per molti di loro sarò sempre una straniera …”  e un unico pensiero l’accompagna nella notte: “Non voglio più vivere, non posso più vivere...”.
Alcune tragedie che colpiscono il gruppo potrebbero essere evitate se il razzismo ebraico non colpisse crudelmente e maggiormente proprio alcuni degli stessi ebrei che hanno il solo torto di non essere in possesso di un pedigree. Una parte di queste persone ingiustamente rifiutate riuscirà a sciogliere le catene mentali che per gran parte della loro vita le hanno legate ad un errato concetto di identità. Raggiunto un primo stadio di “ebrei liberi”, lo oltrepasseranno per divenire, finalmente, soltanto persone libere. Libere dai vincoli stretti e mutilanti di una identità limitata da fattori genetici, razziali o religiosi.

 

............................................................................................................................................................M.P.

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